THE SCIENTIST videoarte
 
schede critiche 2008

“THE SCIENTIST” 2008 – SEZIONE INTERNAZIONALE

Associazione culturale “Ferrara Video&Arte”


venerdì 19 settembre 2008 sala boldini, ore 19.00

VIDEO DIGITAL ART - I PARTE


Climax Trilogy di Gabriele Pesci, durata 9’, Italia – 2008.

“La trilogia Climax è dedicata al tema del rapporto tra Essere umano, Media e Natura. […]

Strumenti di comunicazione di massa, tecnologie satellitari, informatiche, mediali trasformano la

percezione e la rappresentazione che abbiamo dell’ambiente e degli spazi, delle città in cui viviamo.

[…] L’ecologia e l’ecologia dei media sono i temi dei video Electronic Moon, Vertigo, Apocalypse

Now.” (Gabriele Pesci, dalla Sinossi dell’opera) 


SuperNova di Stefano Bertelli, durata 3’, videoclip, Italia – 2008.

Sul piano stilistico, Supernova si avvicina al fumetto. Il videoclip, non a caso, presenta delle parti

animate. A contraddistinguerlo, sono però l’uso fantasioso del colore e un ritmo (concitato e)

sincopato che si adegua perfettamente al brano musicale, briosamente popular, che le immagini

illustrano. (Stefano Bertelli, dalla Sinossi dell’opera)        


Man of Sorrows di David Bernard Ambrose, videopainting, durata 3’42”, USA – 2007. 

Man of Sorrows è stato accostato dagli esperti a alcune opere di Bill Viola, uno dei “fondatori” e

degli imprescindibili Maestri della video-arte internazionale. “Ambrose è un video – artista che

lavora costantemente alla realizzazione di una serie di video –ritratti. Tali ritratti occupano più

livelli del video, e i soggetti sono ripresi per numerose ore. Questi ritratti sono ispirati a

composizioni della pittura classica e contemporanea che riflettono tensioni e nevrosi.” (David B.

Ambrose, dalla Sinossi dell’opera) 


Trilogia How to kill the artist di Laurina Paperina, animazione, durata 9’, Italia – 2007.

Giocare con l’arte. E’ questo il tentativo, peraltro perfettamente riuscito, di Laurina Paperina.

Prendere per i fondelli le identità contemporanee a partire da sé stessa, con la scelta di uno

pseudonimo, poiché la satira rimane forse l’unico mezzo al giorno d’oggi contro i poteri forti. E

divertirsi pure. […] Nascosta – ma neanche troppo – dietro alla sintesi del disegno e al linguaggio

semplificato del fumetto e del cartoon, l’osservazione acuta, colta, intelligente. L’idea di partenza è

il divertimento, poi si va oltre. E se il segno rapido e veloce non ha in sé nulla di concettuale - e

proprio per questo avviene la scelta del medium - il concetto non rimane però in secondo piano.”

(Francesca Baboni, www.laurinapaperina.com)


Meravigliato da ciò che vive oltre cento anni di Giovanni Kronenberg, animazione, durata 1’30”,

Italia, 2007. 

L’estatica visione del regista coincide con quella del fanciullo che guarda con sorpresa il mondo dal

quale è circondato, ne trae sempre nuovi stimoli e quasi arriva a “re-inventarlo” tramite la propria

immaginazione, la quale acquista consistenza e si materializza grazie alla tecnica dell’animazione

digitale.    


Boat di Valentina Loi, durata 2’, Francia – 2006.

L’autrice, stabilitasi a Parigi da alcuni anni, pare voler giocare con il montaggio delle immagini, in

questo lavoro la cui protagonista è una barchetta che i flutti lentamente conducono fino alla battigia

e che richiama alla mente l’estetica di alcune opere prodotte in seno alla cosiddetta avanguardia

storica.  


Shadow of a dreamer di Sara Dell’Onze, durata 10’, UK – 2007.

Shadow of a dreamer prende avvio dal lavoro di ricerca svolto dall’autrice al “St Martins College of

Arts” di Londra. A venire ripresa, è la tematica del sogno, costante nell’opera della Dell’Onze

(talentuosa allieva di Giorgio Cattani, in assoluto uno dei più importanti videoartisti italiani), la

quale, in questo caso, la abbina a quella del doppio.


Blu di Giulia Fontanini, durata 4’47”, UK – 2003.

“Le metropoli contemporanee offrono molteplici opportunità, sono popolate da giovani con le

stesse necessità: soddisfare i propri bisogni professionali. L’ambizione che alcune volte si trasforma

in arrivismo è spesso caratteristica di queste persone. Chi è già ‘arrivato’ non fa altro che dare

consigli su come agire tempestivamente e nel migliore dei modi: il segreto è essere blu fin

all’inizio. Il blu ti conduce alla soddisfazione ma soprattutto alla libertà.” (Giulia Fontanini, dalla

Sinossi dell’opera)


Le visioni di Sebastiano o l’apocalisse di Michelino di Andreco e Manuel Moruzzi, animazione,

durata 2’29”, Italia – 2007.

Le visioni di Sebastiano o l’apocalisse di Michelino è un cortometraggio sperimentale realizzato

con la tecnica della stop-motion, ovvero l’animazione di ognuno dei fotogrammi che lo

compongono. I suoi autori ragionano sulla falsità dei (mediatici) miti odierni e sul fenomeno di

culto ad essi legato.


Call of Duty IV – Moderne Warfare di Jake Stratton e Roberta Gotti, animazione e visual aereo,

durata 4’, UK – 2008.

Call of Duty IV – Moderne Warfare combina immagini del videogioco intitolato, per l’appunto,

Call of Duty IV – Moderne Warfare con quelle aeree riprese dal vero nell’Iraq in guerra. La voce

narrante appartiene a un uomo sopravvissuto al bombardamento di Dresda avvenuto durante la

seconda guerra mondiale” (Jake Stratton e Roberta Gotti, dalla Sinossi dell’opera) 


Black Souls di Pierpaolo Magnani, durata 11’, Italia – 2003.

“Un introspettivo lavoro nelle memorie e nei pensieri della principale figura che emerge dall’ultimo

spettacolo  del drammaturgo e attore teatrale Andrea Omezzolli, realizzato da Pierpaolo Magnani,

videomaker e videoartista pisano.” (Pierpaolo Magnani, dalla Sinossi dell’opera) 


Marco Teti



“THE SCIENTIST” 2008 – SEZIONE INTERNAZIONALE

Associazione culturale “Ferrara Video&Arte”


Sabato 20 settembre 2008 sala Estense, ore 22.00

VIDEO DIGITAL ART - II PARTE


Sensoriale di Barbara Zenobi, durata 4’45”, Italia, 2006.

Sensoriale rappresenta un viaggio creato dai nostri sensi, dove tutto si slega dal concetto di reale e

diventa motivo di evasione e originalità.” (Barbara Zenobi, dalla Sinossi dell’opera)


Cyclist di Rettnoise, durata 2’, Germania – 2008.

“Attenzione e energia dirette alla realizzazione di un progetto innovativo che in modo quasi

‘improvvisato’ fa interagire il visivo e il sonoro.” (Rettnoise, dalla Sinossi dell’opera)


Opera cosmique di Roland Baladi, durata 17’, Francia – 2005.

Opera cosmique costituisce il trentesimo episodio di una serie che ha per protagonisti Michael e

Jello, due vagabondi, dunque l’osservatorio privilegiato da cui guardare il mondo.” (Roland Baladi,

dalla Sinossi dell’opera)


Casta Diva di Andrea Contin, durata 6’20”, Italia – 2008.

Una sorta di ‘sinfonia per fresatrice’. L’autore, infatti, lascia ironicamente accompagnare il lavoro

dell’umile attrezzo da un brano di musica classica, ovvero quella più colta. (Andrea Contin, dalla

Sinossi dell’opera)


Meanwhile di Mariagrazia Bengardino, durata 2’, Italia – 2007.

“I temi di Meanwhile sono la dissoluzione dell’Io e la presa di distanza dal mondo.” (Mariagrazia

Bengardino, dalla Sinossi dell’opera)


4 Mhz di Felice Serrelli, durata 2’25”, Italia – 2006/2007.

4 Mhz esprime l’idea che l’estetica odierna riguardi ormai tutti i media, dalla scultura, alla

performance, al video.” (Felice Serrelli, dalla Sinossi dell’opera)


Appartamenti di Pierpaolo Magnani, videodanza, durata 6’, Italia – 2007.

“Tragedie, violenze e piccole storie di cinismo e indifferenza, che si svolgono tra le pareti degli

appartamenti di ognuno di noi” (Pierpaolo Magnani, dalla Sinossi dell’opera)


The Mole Man di Luca Matti, animazione, durata 2’53”, Italia – 2008.

Cortometraggio dal linguaggio sperimentale la cui espressività è rafforzata dall’uso di due soli

colori: il bianco e il nero. 


Small Rituals di Andreco, animazione, durata 1’27”, Italia – 2008.

Small Rituals è un video d’animazione girato in parte in Galles che tratta, per l’appunto, i piccoli

rituali odierni.” (Andreco, dalla Sinossi dell’opera)


Voyage di Andrea Fincato, animazione e live action, durata 3’29”, Italia – 2008.

“Un miscuglio coinvolgente di fotografie dal vero, animazione e musica elettronica, che tenta di

restituire le sensazioni contrastanti date dagli introspettivi ‘viaggi’ interiori” (Andrea Fincato, dalla

Sinossi dell’opera) 


Marco Teti



“THE SCIENTIST” 2008 - 

Associazione Culturale “Ferrara Video&Arte” 


venerdì 19 settembre 2008 sala boldini, ore 10.00, aula magna Università di Ferrara


SEZIONE UNIVERSITARIA

Blackboard di Stefano Bertelli, animazione, durata 2’54”, Italia – 2008.    

Annoverabile tra le fila dei più dotati (nonché dei più prolifici) registi italiani di videoclip, forma

espressiva dalla quale viene mutuato il ritmico montaggio delle immagini, Bertelli utilizza

sapientemente le risorse fornite dalla cosiddetta tecnica del “passo uno”, ovvero l’animazione di

ogni singolo fotogramma, in questa sua pura astrazione visiva, per esprimere un concetto semplice e

quasi lampante: l’audiovisivo (inteso nella sua accezione più generica e ampia) è lo strumento più

efficace attraverso il quale materializzare fantasie, sogni e, per l’appunto, pensieri.  


La fine di Giotto di Alice Faragetti, durata 5’30”, Italia – 2008. 

Seguendo una delle fondamentali regole della parodia, genere (o filone) che trascende il mezzo

espressivo utilizzato, l’autrice rende letterale il titolo del proprio cortometraggio, un’ironica e naïve

danza cromatica le cui protagoniste sono matite colorate con su impresso il marchio della fabbrica

Giotto. I residui di tali matite (le quali finiscono inevitabilmente e invariabilmente con l’essere

temperate) danno vita a evocative composizioni floreali, o meglio, a figure astratte a cui è

sorprendentemente affidata la poesia dell’opera. 


Ray of Light di gruppo1 Lab Tecnologo, durata 1’30”, Italia – 2008.

Produzione accattivante e compiuta che coniuga il gusto per la sperimentazione linguistica e il

rimando a una realtà fenomenica che seppur trasfigurata rimane un riconoscibile e imprescindibile

referente. Arditi e suggestivi accostamenti d’immagini producono metafore di notevole impatto sul

piano visivo la cui funzione è quella di sottolineare analogicamente (cioè per associazione d’idee) il

fatto che la nostra esistenza è esclusivamente il riflesso di qualcosa che non possiamo conoscere né

comprendere.


Terra di gruppo2 Lab Tecnologo, durata 1’20”, Italia – 2008.

Forma e contenuto si legano strettamente in questa produzione la cui caratteristica più evidente, sul

piano della messa in scena, è la frontalità dell’inquadratura, una scelta registica che ha il preciso

scopo di evidenziare la semplicità e la nettezza di un discorso al cui centro vi è la necessità di

donare un nuovo assetto e rifondare, anzi “ri-comporre”, il pianeta (non a caso rappresentato come

un composito mosaico fatto di pietre) seguendo i suggerimenti dati dall’ecologia e partendo dal

continente europeo, idealmente unito.    


Terra di domani di gruppo3 Lab Tecnologo, durata 2’00”, Italia – 2008.

Veicolo di un messaggio ecologico (ma anche ideologico) decisamente forte e quanto mai attuale,

l’opera si incentra sulla contrapposizione tra artificiale e naturale proponendosi come un monito

audiovisivo lanciato innanzitutto alla consumistica società occidentale, della quale vengono esibiti

alcuni simboli quali le fabbriche, i centri commerciali e le automobili. La visione che traspare è

tuttavia ottimistica. Gli autori sembrano infatti credere che la natura (rappresentata da un fiore

alquanto tenace) possieda ancora le capacità per opporsi e resistere al distruttivo lavoro dell’uomo.  


Delicate Air of Freedom di gruppo4 Lab Tecnologo, durata 1’30”, Italia – 2008.

Frutto del lavoro congiunto di studenti e docenti dell’Università di Ferrara, al pari delle altre opere

firmate dal gruppo Lab Tecnologo, Delicate Air of Freedom presenta divertenti soluzioni visive, un

uso abbastanza spregiudicato del materiale espressivo a disposizione (attori, ambienti, colonna

sonora, ecc.) ed una componente simbolica che cede pertanto al didascalico. L’aria racchiusa nel

misterioso contenitore che i protagonisti si contendono, ovvero l’emblema della libertà, esplicita il

significato letterale del cortometraggio.


Into the water di gruppo5 Lab Tecnologo, durata 3’20”, Italia – 2008. 

Un omaggio sentito e lirico all’opera di Fabrizio Plessi, maestro indiscusso della video-arte

internazionale, principale esploratore e cantore dell’elemento acquatico. Girato nelle suggestive

valli di Campotto, Into the water è accostabile ai lavori di Plessi sia sul piano poetico che su quello

stilistico. Ottimamente fotografati, gli specchi d’acqua (l’elemento che simboleggia la vita) rinviano

e riflettono la profondità dell’animo umano suscitando intense, contrastanti emozioni.  


Ri(n)voluzione di gruppo6 Lab Tecnologo, durata 2’20”, Italia – 2008.

Oltre che per una sorprendente professionalità sul piano tecnico, il lavoro spicca per la capacità

(altrettanto inaspettata) di mediare tra esigenze narrative e elaborazioni concettuali al contempo

elementari e complesse. Veicolo di uno struggente rimpianto nei confronti del passato, il tema

illustrato da Ri(n)voluzione corrisponde alla violenta imposizione dello sviluppo industriale e

urbano.     


Free Space di Andrea Spennato, durata 3’20”, Italia – 2008.

La singolare creazione di Spennato, tramite metafore e allegorie dal significato comprensibile ma

tutt’altro che scontato, riflette sul mutamento antropologico che ha investito con vigore la società

occidentale soprattutto a cominciare dal secondo dopoguerra. Il viaggio notturno di un camion,

metafisico in maniera manifesta, rinvia quasi automaticamente a quello (accidentato) intrapreso

dall’uomo negli ultimi decenni. 


Sulle ali di uno skate di Fabio Moretta, durata 6’00”, Italia – 2008.

L’autore raffigura, non senza partecipazione, le spettacolari evoluzioni prodotte dagli appassionati

di skateboard, dei quali celebra l’universo (sotto) culturale di riferimento. Nel fare ciò, egli trae

probabilmente spunto da lungometraggi cinematografici di recente uscita il principale dei quali è

Paranoid Park (Id., 2007) di Gus Van Sant, del quale viene ripreso chiaramente lo stile semi-

documentaristico ma non la sperimentazione formale di matrice avanguardistica.


Le nuvole di Fabrizio Oggiano, durata 2’30”, Italia – 2008.

La peculiarità tecnico-estetica della produzione di Oggiano che maggiormente risalta è la

ricercatezza fotografica. Essa non fa tuttavia passare in secondo piano il monologo recitato dalla

voce narrante, vibrante e rarefatto allo stesso tempo, bensì ne esalta la poesia. Alle onnipresenti

nuvole è invece assegnato il compito, lusinghiero ma forse un po’ troppo impegnativo, di

simboleggiare l’infinito e l’eternità, che quasi si concretizzano davanti agli occhi dello spettatore.


Carnèvegetale di Enzo Zorzin, durata 3’33”, Italia – 2005.

Il grottesco registro adottato sottolinea la surreale paradossalità della vicenda descritta dal regista, il

quale pone al centro della propria, bizzarra opera un essere umano “piantato” (in modo letterale) nel

terreno analogamente a una creatura vegetale. Passibile di svariate interpretazioni, il racconto 

trasmette inquietudine (anche grazie a una fotografia dalla tonalità cupa e opprimente) e apre

voragini di senso tracciando un parallelo tra uomo e pianta alquanto spiazzante. 


Superstars Work Part-time di Stefano Polo , durata 8’06”, Italia – 2008.

Superstars Work Part-time è una composizione degli RU486 (un gruppo di musica elettronica)

supportata, in concerto, dal video presentato. Il filmato è composto da sequenze astratte che imitano

il ritmo del brano e giustapposizioni metaforiche di immagini di vari ambiti tematici: la città, i

supereroi, la bellezza della natura e i veleni mortiferi, la velocità, l’eros e il feticcio.” [Stefano Polo,

dalla Sinossi dell’opera]


Doppio effetto doppio di gruppo 7 Lab Tecnologo, durata 1’40”, Italia – 2008. 

La duplicità (della personalità e dell’animo umano) è trattata con levità, in questa breve opera che,

pur non avanzando nessuna  pretesa, pare raccogliere l’eredità (alquanto ingombrante) lasciata dal

surrealismo cinematografico.   


Il corpo, la donna, l’arte di gruppo 8 Lab Tecnologo, durata 2’16”, Italia – 2008.

Il cortometraggio ragiona in maniera originale e conturbante sul rapporto (la cui conoscenza, in

ambito artistico, ma non solo, è stata approfondita nel corso di numerosi secoli) tra erotismo,

sessualità e pratica artistica. 


Fende l’aria di Giusy Alba Zappalà, video poesia, durata 3’00”, Italia – 2008.

Rispolverata (non sappiamo stabilire quanto consapevolmente) la sinestesia, nozione e celeberrima

figura retorica in grado di attivare una pluralità di sensi pur agendo su uno solo di essi, l’autrice

traduce in immagini, o per essere più corretti nel linguaggio audiovisivo, una poesia scritta da

Andrea Ingemi, il quale, nel ruolo di produttore, collabora attivamente alla realizzazione di questo

cortometraggio dalla struttura vagamente onirica.        


Starnuto di Cristina Boldrin e Disan Danilovic, photofilm, durata 10’50”, Italia – 2008.

Boldrin e Danilovic pongono l’accento sul contrasto tra cultura e natura (nonché tra dinamismo 

staticità) che è al centro dell’omonima poesia dello scrittore cecoslovacco Karel Sebek, la quale

costituisce la fonte dalla quale è ricavata Starnuto, opera suggestiva in cui tutto, dalla fotografia in

bianco e nero alla quasi assenza del suono, passando per la messa in successione di fotogrammi

fissi, concorre a rafforzare la vivida impressione di sospensione temporale. 


Marco Teti


SEZIONE VIDEO DANZA

Associazione Culturale “Ferrara Video&Arte”


Domenica 21 settembre 2008 sala boldini, ore 21.00


Cartographie 1- Mini golf di Kamal Musale, durata 8’00”, Svizzera – 2002.

Mini golf costituisce il primo di una serie di cortometraggi la cui progettazione e realizzazione si

deve alla Compagnia di danza “Philippe Saire”, che ha sede a Losanna, in Svizzera. La serie si

intitola Cartographie e comprende sei opere nelle quali le esibizioni dei ballerini si svolgono

all’interno di un contesto urbano. Con malizia malamente dissimulata e scarsa sottigliezza, Musale 

segue quasi alla lettera i dettami della psicanalisi freudiana e equipara il gioco del golf a quello

erotico-sentimentale.  


Cartografie 5- Rue Centrale 17-19 di Alain Margot, durata 8’30”, Svizzera – 2004.

L’idea sulla quale si fonda e che sostiene Rue Centrale 17-19 è che la danza sia in grado di dare

concretezza, rappresentandolo in maniera metaforica, al calore umano appartenente agli individui

che affollano le strade del mondo. Non a caso, il regista pare tentato dalla possibilità di soffermarsi

su dettagli insignificanti e su consueti gesti quotidiani; nonché, su un’ambientazione urbana al

contempo ordinaria e irreale.  


There is no there di Alice Rusconi Bodin, durata 2’10”, Italia – 2008.

La complessa, nonché delicata, indagine dell’identità pare attirare l’attenzione dell’autrice, che

infatti la pone al centro del proprio lavoro. There is no there è l’ ispirata registrazione di un numero

di danza reso ancora più singolare e significativo, oltre che dall’innaturale mobilità della ballerina,

dall’uso sapiente delle risorse fornite dal linguaggio audiovisivo, montaggio e fotografia (che

alterna colore e bianco e nero) in primo luogo.


Shaker di Giulia Fontanini, durata 6’22”, Italia – 2008.

La compiuta opera della Fontanini segnala in modo inequivocabile l’inscindibile legame tra aspetto e

sostanza nell’opera d’arte. La composizione dell’inquadratura e l’attenzione rivolta primariamente ai

tagli di montaggio, rinforzano il discorso che l’autrice porta avanti con sicurezza e consapevolezza. Lo

stile asciutto, rarefatto e “funzionale”, restituisce pienamente la fisicità degli interpreti (ripresi durante le

prove e lo spettacolo) e, soprattutto, la corporea “materialità” del linguaggio della danza. 


To clind, to slide di Eleonora Tonini, durata 4’40”, Italia – 2008. 

“L’opera indaga la necessità di trovare un'essenza più vitale nella quale riconoscersi. Si procede per

tentativi e continue ricerche, oscillando tra il desiderio di raggiungere qualcosa di naturale e vivo e

la volontà di rimanere chiusi dentro i propri spazi. Il corpo si muove in due dimensioni, tra fragili

appigli o intrappolato in comodi rifugi.” [Eleonora Tonini]



IL COREOGRAFO ELETTRONICO.


Ecstatic segment regia di Yiannis Isidorou e coreografia di Maria Koliopolus, durata 4’40”, Grecia

– 2007.

Accattivante e raffinata sul piano visivo quanto spiazzante su quello concettuale, l’opera descrive la

paradossale danza in cui sono impegnate le costole di un ballerino, del quale è dato vedere

esclusivamente la schiena. L’ambizioso progetto alla base del cortometraggio viene esplicitato dalla

fotografia contrastata e dalla luce chiaroscurale, le quali, allo scopo di renderle omaggio,

volutamente richiamano la pittura di Caravaggio.


Narroweyes, regia e coreografia di Sirah Foighel Brutman e Asaph Polonsky, durata 6’50”,

Israele – 2007.

Non c’è bisogno di fare eccessivi sforzi interpretativi al fine di cogliere il significato (anche se

sarebbe più corretto dire il tema principale) di Narroweyes, la cui iconografia e la cui colonna

sonora paiono ricalcate su quelle dei più desolati western metropolitani. Esso emerge in maniera

evidente sin dalle prime, stranianti inquadrature e equivale alla capacità posseduta dalla danza

(intesa simbolicamente come elemento vitale, tenuto conto della sua natura dinamica) di riportare,

per l’appunto, la vita laddove sembra essersi estinta. 


Colours, regia e coreografia di Francesca Penzani, durata 7’, USA – 2005. 

L’opera allude alla palese impossibilità, da parte dell’essere umano, di comprendere la realtà che lo

circonda, alla quale vengono sovrapposti degli schemi, o meglio, dei modelli cognitivi. Si ha a che

fare dunque con una riflessione piuttosto profonda sull’insensatezza del mondo e dell’esistenza, la

quale, analogamente alla danza, è innanzitutto qualcosa di cangiante e fluido, come testimoniano le

liquide righe di colore rosso, somiglianti a rivoli di sangue, che nel finale attraversano lo schermo. 


After Dürer , regia di Daniel Belton, coreografia di Peter e Daniel Belton, Martin Lodge,

Produzione di Good Company Arts, durata 7’20”, Nuova Zelanda – 2007. 

Il cortometraggio combina con abilità e accortezza l’animazione (realizzata verosimilmente

utilizzando la tecnica della grafica computerizzata) e le riprese live action, ovvero di ballerini in

carne e ossa, i quali sono immersi in un universo virtuale dominato da inquietanti figure

geometriche. La contrapposizione, conflittuale, che attira l’interesse del regista è palesemente quella

tra ordine e caos.  


Pszt!, regia di Kristof Szabo e coreografia di Andrea Nagy, durata 9’ 50”, Ungheria – 2007.        

Rifacendosi ai postulati assegnabili, tra gli altri, ad artisti del calibro di Fernand Léger e Andy

Warhol, ai quali idealmente si riallaccia, l’autore concentra l’attenzione sulla inspiegabile capacità

che gli oggetti hanno di attivare i nostri sensi, sul conseguente rafforzamento del legame tra le

persone e le cose e, più in generale, sulla riduzione del mondo a una catasta di feticci.


‘l vento come fa ci tace, regia di Marco Civinelli, coreografia di Michele Abbondanza e Antonella

Bertoni, durata 15’10”, Italia – 2007.

La motivazione della menzione che il cortometraggio ha ricevuto è la seguente: “per la qualità

interpretativa di due artisti che, con la loro cifra autoriale, hanno segnato la scena contemporanea

italiana.” (www.napolidanza.com)


Horizon of Exile, regia e coreografia di Isabel Rocamora, durata 16”, UK/Cile – 2007.

L’opera è stata menzionata per “la profonda sensibilità nei confronti del tema dell’esilio

femminile.” (www.napolidanza.com)


Marco Teti  

Marco Teti è dottorando di ricerca in Modelli, linguaggi e tradizioni nella cultura occidentale

presso l’Università di Ferrara. E’ tra gli organizzatori del festival internazionale di arte elettronica

'The Scientist' e tra i fondatori delle Associazioni culturali 'LUDICA' e 'Ferrara Video&Arte'. Si

occupa, in particolare, di teoria cinematografica, del rapporto tra letteratura e cinema e di disegno

animato di serie. Suoi articoli e saggi sono apparsi su “Annali di Lettere – Rivista on line

dell’Università di Ferrara”, “Noema. Tecnologie & società” e “Ocula. Occhio semiotico sui media”.

Ha pubblicato anche per la casa editrice on line este-edition.com (http://www.este-edition.com/)